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Il mestiere di acconciatore, barbiere definito pure chirurgo e/o parrucchiere che sia, è un’arte antichissima, tappa fondamentale nell’evoluzione dell’uomo.

Dalla preistoria all’antica Roma

Culto praticato sin dal paleolitico dove il taglio dei capelli era affidato alle più alte autorità della tribù-comunità e assumeva un significato molto vicino alla rimozione della negatività accumulata.
Tagliare i capelli diventava così un modo per rinnovare le energie positive. Per poi passare all'età neolitica dalla quale risalgono i pettini d'osso ritrovati negli scavi archeologici in Egitto.

 

Per vedere i primi negozi di barbieri però dobbiamo aspettare l’età Greca, erano luoghi di ritrovo nei quali ci s’incontrava, una sorta di circoli destinati esclusivamente agli uomini, in cui si chiacchierava, parlava e discuteva dei più svariati argomenti: dalla filosofia all’arte, dalle questioni “comunali” alla politica vera e propria.

Anche nell’antica Roma i capelli avevano un ruolo importante per il rango e il riconoscimento sociale. Stando a Plinio il Vecchio, il primo cittadino romano illustre che adottò la rasatura come segno distintivo fu Scipione l’Africano, generale dell’esercito romano e console.

 

Il medioevo

 

Durante il medioevo si diffuse la classe barbieri-chirurghi.
A partire da quel periodo, e soprattutto nei secoli successivi, vennero affidati ai barbieri chirurghi interventi minori, come la flebotomia o il salasso, le operazioni dentistiche e le cure di piccole ferite.

È qui infatti che comincia la curiosa storia dell’insegna per barbieri, un’asta con un pomo di bronzo all’estremità e una spirale di strisce. L’asta era il palo che veniva stretto al paziente durante il salasso, il pomo, il vaso dove si raccoglieva il sangue e le strisce simboleggiavano le garze insanguinate.

 

Dal 700 ad Oggi!

Il XVIII secolo si ritorna a parlare di barbieri e parrucchieri di professione mestieri ben distinti e caratterizzati; l’epoca delle grandi incipriate, dei nei finti e delle parruccone.
Nel 1906 viene brevettata la prima permanente dal parrucchiere tedesco Karl Ludwig Nessler. Venne sperimentata su una donna, la futura moglie, Katharina Laible, a cui Nessler bruciò due volte i capelli e cuoio capelluto.

Negli anni ’20 e ’30 nasce il primo asciugacapelli manuale e, per fortuna, si migliorarono le macchine per la permanente.

Da allora in poi, con l’avanzare della tecnologia il lavoro del parrucchiere si è specializzato sempre di più per far contro alle esigenze della clientela.

Infatti non basta più essere un bravo parrucchiere, ma a livello tecnico-teorico ci sono studi approfonditi legati anche all’aspetto qualitativo che il parrucchiere deve osservare giornalmente. Oggi per distinguersi è necessario sviluppare capacità gestionali avanzate e nuove competenze comunicative.

 

 

 

"Dietro ogni bella donna c'è sempre un parrucchiere che la ama!"

Parrucchiere specialista nell’ Hairstyling!
Simone Pirillo